San felice
San Felice. La sua storia è contesa dai comuni di Firenze e Siena. Nel corso degli anni vede alternarsi la gestione di famiglie locali. Ultimi i Grisaldi Del Taja nella prima metà del Novecento. Nel corso del tempo il borgo viene completamente restaurato.
L’azienda dà inizio ad un esteso programma di reimpianto dei vigneti, con l’obiettivo di valorizzare il Sangiovese. Successivamente viene acquisita la tenuta di Campogiovanni, 20 ettari di vigneto sulle colline di Montalcino. Oggi il Borgo e San Felice sono due realtà di successo con un’anima sola, che unisce tradizione e innovazione. San Felice preserva l’unicità di queste terre anche per le generazioni future. Per questo rispetta l’ambiente, ma è anche attenta alla sostenibilità economica delle attività svolte. Oggi più che mai si tutela il paesaggio chiantigiano e la bellezza del borgo, salvaguardando gli immobili di maggiore pregio. I vigneti sono gestiti con la Viticoltura di precisione, trattamenti per ciascuna pianta, per un prodotto di maggiore qualità. Grande attenzione è riservata alla biodiversità dei vitigni, centinaia di specie sono coltivate e studiate da oltre trent’anni, per capire che valore possono dare all’azienda.
